Immagini letterarie

Immagini letterarie e figurative

La poesia e la letteratura possono essere strumenti per acquisire un’abitudine al riconoscimento del paesaggio; osservatori privilegiati come scrittori, poeti e pittori, con la parola e l’immagine, divengono spesso attori involontari di un processo di osservazione dei luoghi; riuscendo efficacemente a sintetizzare le diversità dei luoghi, dei loro valori, delle loro bellezze, contribuiscono a dare chiavi di lettura diverse di uno stesso paesaggio.

Le parole-immagini possono divenire, così, tracce da percorrere per ricostruire il senso e i segni del territorio.

In  Paesaggi che cambiano”- Linee guida per la progettazione integrata del paesaggio della Basilicata a cura di Susanna Menechini, Luciana Caravaggi- Officina Edizioni 2006  sono riportati molti esempi di immagini della regione Basilicata, spesso antitetiche, tratte dalle descrizioni letterarie, dalle rappresentazioni pittoriche e fotografiche e dal cinema.

La pubblicazione, che raccoglie i risultati di una ricerca svolta di concerto tra Regione Basilicata e Università degli studi di Roma "La Sapienza", dedica una sezione ad un vasto repertorio di immagini consolidate e complementari, ma anche antitetiche, che, riferite a luoghi e contesti specifici, sono poi estese all’intera regione, ciascuna esito di rapporti specifici e contestuali tra luoghi e rappresentazioni dei luoghi stessi: Basilicata – terra arida; Basilicata – terra fertile; Basilicata - terra di attraversamento.


Gli esempi che seguono indicano come una pennellata letteraria, una metafora o una similitudine, possono aiutare ad entrare nello spirito di un luogo e possono condurre ad osservare un paesaggio nella sua eterogeneità, mutevolezza e polisemia.

Il mio paese natio, Muro Lucano, nell'aspra Basilicata, incunea le sue radici testarde nelle viscere tormentate di una rocciosa collina. Le sue solide case sono costrutte dalla pietra viva e dalle selci. e, tratte dalle rocce scaglionate all'interno, s'elevano a forma di anfiteatro addossate le une alle altre in atteggiamento di scolte raccolte e pronte per un attacco. (...).

da Joseph Stella, pittore/scrittore italo-americano in Autobiografia

..se sono sempre odorosi di argilla / i burroni (...) / da un intreccio viola di acque / il nostro paesello mi guardava / con il pallore dei morti. (...). Precipitava azzurra la sera / sul mezzo dei burroni estatici sotto un filo di luna.

da Albino Pierro in Voce di un paese, Mia madre passava 

Furono sicuramente conquistati dall'ordinata bellezza del posto, dalle case tutte uguali, bianchi presidi di fronte al paesaggio lunare dei calanchi, simili a greggi (...). Ogni casa costituiva un microcosmo che si specchiava in un altro, in tutto e per tutto simile al primo.

da Teresa Megale in Visconte e la Basilicata

...Il paese  non si vedeva arrivando perchè scendeva e si snodava come un verme attorno ad un'unica strada in forte discesa, sullo stretto ciglione di due alti burroni e terminava nel vuoto (...). da ogni parte non c'erano che precipizi di argilla bianca su cui le case stavano come librate nell'aria; e d'ognintorno altra argilla bianca, (...) scavata dalle acque in buche, coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare.

da Carlo Levi in Cristo si è fermato ad  Eboli

 

I paesaggi della riforma agraria

 

Emilio Sereni in Storia del paesaggio agrario italiano, scrive che  paesaggio agrario significa "...quella forma che l'uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale..."

Una forma particolare di paesaggio agrario contemporaneo della Basilicata (e dell'Italia) è  quello identificato come paesaggio della riforma agraria, cioè quell'insieme di borghi e centri rurali, case sparse, reti idriche e stradali, nonchè di un sistema di appoderamento a maglie strette, che soprattutto dopo la seconda guerra mondiale vennero realizzate in più parti della regione a seguito delle lotte contadine per la terra e degli interventi di bonifica.

I segni di questa  rasformazione fondiaria sono ancora oggi chiaramenti riconoscibili; "non è solo e non è tanto la progressiva liquidazione del sistema agrario a campi ed erba e di quello del maggese nudo, quella che, nei comprensori della riforma, di per se stessa, ha condizionato le più visibili e decisive trasformazioni del paesaggio. Queste risultano, piuttosto, dall'introduzione - nel quadro informe del latifondo -    degli elementi di una organizzazione, di un piano paesaggistico: che ci documenta pur sempre quel che la nostra umanità associata è capace di compiere, là dove essa coscientemente, e secondo un piano, concentra le sue energie su di un terreno, magari naturalmente e storicamente ostico, per improntarlo di forme adeguate alle proprie esigenzedi progresso economico e sociale.(Emilio Sereni)

Numerosi sono gli insediamenti a carattere rurale che hanno connotato tante parti della Basilicata con segni fortemente strutturati sia per i caratteri tipologici dell'edificato sia per l'unitarietà del disegno territoriale, segni che sono facilmente visibili anche all'osservatore profano.

Oggi questi, in molti casi trasformati ed abbandonati, attendono un progetto di riqualificazione e valorizzazione.

Un articolo pubblicato nel n. 18/2012 di RI-VISTAPaesaggio agrario: mezzo secolo di mutamento dal ritratto di Emilio Sereni ad oggi, riflette sulle trasformazioni urbane nei luoghi della riforma agraria in Basilicata.

 

 

 

vai alla pagina Paesaggio

Menu Tema

menu

REGIONE BASILICATA
Dipartimento Ambiente ed Energia
Potenza 85100 - Via Vincenzo Verrastro, 5
tel. +39 0971.669050

informativa su cookie © credits