L'evoluzione del concetto

L'evoluzione del concetto di paesaggio.

Dal 1900 ad oggi  la definizione di paesaggio ha subito importanti trasformazioni, da questione estetica, a diritto, a questione che ci riguarda nell'intimo.

All'inzio del XX secolo il concetto di paesaggio era strettamente legato al carattere di bellezza dei luoghi; era considerato paesaggio il "bel paesaggio" che si gode, il panorama, il quadro naturale, la "cosa" rara che ha cospicui caratteri di bellezza naturale e di singolarità geologica. 
La legge n.1497 del 1939 «Protezione delle bellezze naturali», stabiliva, infatti, che sono soggette a tutela a causa del loro notevole interesse pubblico:  le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale e di singolarità geologica;  le ville, i giardini  e i parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d'interesse artistico o storico, si distinguono per la loro non comune bellezza;  i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;  le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze. Stabiliva, inoltre, che questi quattro grandi insiemi di luoghi, inseriti, provincia per provincia in appositi elenchi, fossero meritevoli di tutela, attraverso l'emanazione di vincoli.


La Costituzione italiana del 1948   pone il paesaggio e la sua difesa tra i principi fondamentali del nostro Paese. L'art. 9 che recita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.», stabilisce che il paesaggio raccordato strettamente al patrimonio culturale sono la nostra memoria e la nostra origine, che  sta negli occhi e  nella mente, nell'anima di tutto il mondo, nelle più grandi opere di pittura e scultura (R. Benigni); il paesaggio, quindi, ci rappresenta, ci identifica, è un marchio che ci rende unici.


 Nel 2000, la  Covenzione Europea  sul Paesaggio , documento adottato dai Ministri della Cultura e dell' Ambiente del Consiglio d'Europa, ratificato dall'Italia con legge nel 2006 compie una vera e propria rivoluzione nel concepire il paesaggio come componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale d'Europa, che contribuisce al benessere degli esseri umani e al consolidamento dell'identità europea. La Convenzione stabilisce che tutto il territorio è paesaggio, anche quello ordinario o degradato, che la comunità deve comunque tutelare e valorizzare. Il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali come in quelle della vita quotidiana.

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